La catena delle Mainarde che si affaccia nell’alta valle del Volturno e nei dintorni si estende da Monte Mare a sud e a Monte meta a nord est. Tra queste due cime troviamo Monte Cavallo  (2039 m s.l.m.) , Monte a Mare (2154 m  s.l.m.) e La Metuccia (2105 m  s.l.m.) , mentre ai piedi di Monte Mare troviamo M. Ferruccio e Monte Marrone (1830 m  s.l.m.).  Storicamente Monte Marrone lo ricordiamo per gli avvenimenti dell’ultima guerra mondiale, infatti da Monte Marrone nasce il corpo di Liberazione Italiano. Le altitudini vanno da 2020 m s.l.m. di Monte Mare a 2241 m s.l.m.  di Monte Meta.

Due sono i sentieri più importanti che consentono di poter visitare le bellezze di questo territorio ricco di vegetazione e di una flora unica. Abbiamo scelto il percorso per Monte Meta e qui abbiamo attraversato un percorso stradale,  forse unico nella nostra bella Italia, un strada con un tappeto di foglie e un bellissimo bosco di faggi che d’estate si arricchisce di funghi, di margherite,  ginepro, orchidee selvatica, genziana e tanta altra flora, mentre nei periodi autunnali  si può camminare su un soffice tappeto di foglie colorate che ti fanno pensare di stare nel regno delle fiabe.

Il sentiero che porta a Monte Meta è percorribile in circa cinque ore per una distanza di 12 chilometri circa.

Alcune indicazioni:

Inizio sentiero  dal  Pianoro di Valle Fiorita  (1400 m)   , Valle Pagana , Passo dei Monaci  (1980 m),  i pianori dove si affaccia il Santuario di Canneto (Settefrati (FR) e la cima di Monte Meta. Per portarsi sulla Meta bisogna arrivare sulla piazzola di Valle Fiorita 1400 m s.l.m. e da qui partire lungo un sentiero dove all’inizio troviamo  folti boschi di faggeto, poi, Valle Pagana fino ad arrivare a Passo dei Monaci 1980 m s.l.m. per poi  salire fino a Monte Meta. Lungo il tragitto si può trovare una diversità di fauna come l’orso Marsicano, ,l’aquila reale, il corvo imperiale, il gufo, il lupo Appenninico ,la Lince , il cervo, donnole, la vipera  e branchi di camosci , resti di stazzi che a fine primavera sono ricoperti di orapi (spinaci selvatici).

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